Musée o parc à thème du Quai Branly? La deriva neo-coloniale della cultura museale a Parigi PDF Stampa Email
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Viviana Gravano

Abstract

L'intervento intende analizzare in maniera problematica il nuovo Musée du Quai Branly a Parigi. Partendo dai fatti politici che hanno spinto il Presidente Chirac a creare uno spazio per l'arte «non europea» si analizzerà il dibattito intorno alle definizioni di art primitif e art premier in origine attribuite al museo. Si proporrà quindi una lettura della struttura architettonica di Jean Nouvel, che propone una visione esotista e neo-coloniale dell'edificio e del giardino. Si passerà ad analizzare gli allestimenti interni, dalle forme degli ambienti fino al displaying. Si tenterà di dimostrare l'ipotesi che il Musée Quai Branly corrisponda a una visione neo-coloniale, che in nome di un generico e solo dichiarato multiculturalismo, ripropone un atteggiamento che utilizza criteri di selezione e esposizione eurocentrici. Quai Branly sarà inteso come esempio, non isolato, di un rinnovato utilizzo di musei che con un'aura apparentemente post-coloniale, ripropongono una mono-visione fortemente orientata e parziale.

 

Viviana Gravano curatrice di arte contemporanea e docente di storia del- l’arte presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera (Milano) e presso lo IED di Roma, è coordinatrice del Master in «Curatore Museale e di Eventi Perfor- mativi» del medesimo Istituto, dove è anche direttore culturale della scuola IED Moda Lab. È direttore della rivista on line roots§routes. Magazine trime- strale indipendente di Cultura Visuale e Presidente dell’Agenzia di servizi per l’arte contemporanea Routes Agency. Ha pubblicato numerosi saggi, tra cui: L’immagine fotografica, Mimesis, Milano 1997; Crossing. Progetti fotografici di confine, Costa & Nolan, Milano 1998; Paesaggi attivi Saggio contro la con- templazione Mimesis, Milano 2011.

 

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