La scrittura della «Natura» Rileggere Spinoza oggi, tra Deleuze, filosofia femminista e letteratura della diaspora

Manuela Esposito

Abstract

La teoria della Natura di Baruch Spinoza, proposta nell’ Etica, è al centro di un rinnovato interesse critico e filosofico: le riletture contemporanee di Gilles Deleuze e Antonio Negri hanno riaperto l’orizzonte critico dell’etica spinoziana influenzando le numerose reinterpretazioni femministe di studiose come Genevieve Lloyd, Moira Gatens, Elizabeth Grosz. Gli affetti, il corpo e la materialità di Spinoza diventano il fulcro della riflessione femminista e della scrittura femminile della diaspora: scrittrici come Toni Morrison, Jamaica Kincaid, e Michelle Cliff trovano nella concezione del Deus sive Natura una fonte materiale e simbolica per ri-narrare e ricordare le esperienze femminili occultate dal potere maschile e coloniale, attraverso le immagini elementari del fantasma aereo/acquatico, del giardino e del fuoco. Gli elementi naturali, nella loro immanenza, costituiscono un linguaggio alternativo per esplorare le problematiche contemporanee dell’ibridità, dello spaesamento, del passato coloniale e del presente diasporico.

 

Manuela Esposito è dottore di ricerca  in studi culturali e postcoloniali del mondo anglofono presso l’Università di Napoli «L’Orientale», con una tesi dedicata a «Paesaggi “elementari”. Nature scritturali della diaspora femminile contemporanea». L’interesse di questa tesi è la connessione tra il pensiero della Natura di Baruch Spinoza e la scrittura dell’esperienza della diaspora femminile nei Caraibi, in particolare nella lettura delle opere di Helen Oyeyemi, di Elizabeth Nunez, di M.E. John e di Andrea Levy. Ha pubblicato «Is It Possible to Archive Nature? Practices of Feminine Memory» (Estetica, 2012), and «Tales of Transit: Andrea Levy, Roshini Kempadoo and Julie Otsuka» (Anglistica 2013).

 

abbonati qui

L'EDITORE

Hjemmeside Wildberry Telefoni Internet