Note (testi e richiami) Print
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I richiami di nota nel testo, in numeri arabi a esponente, senza parentesi e sempre in tondo, vanno messi sempre dopo i segni d’interpunzione e, quando ci sono, dopo le virgolette e le parentesi.

 

Es.: «L’uomo – sostiene Petter – ha cercato di superare in vario modo i limiti imposti alla specie umana dai suoi apparati percettivi».2

 

La numerazione delle note e dei richiami nel testo deve essere progressiva.

 

 

Riferimenti bibliografici in nota

 

a) Opere citate per la prima volta

 

1) Se si tratta di un volume, seguire l’esempio:

 

Es.: G. Capponi, Pensieri sull’educazione, La Nuova Italia, Firenze 19692 (dove il numero a esponente indica la seconda edizione), p. 8 (pp. 8-15, p. 7 sgg.).

 

2) Se si tratta di un’opera tradotta:

 

Es.: M. Weber, Wirtschaft und Gesellschaft, Mohr, Tübingen 1920; trad. Economia e società, Comunità, Milano 1968, 2 voll., I, p. 85.

 

Oppure: M. Weber, Economia e società (1920), Comunità, Milano 1968.

 

N.B. Se si vogliono dare per esteso i riferimenti bibliografici all’edizione originale, è importante farlo sempre. È preferibile che i dati relativi all’edizione originale vengano citati in forma abbreviata:

 

Es.: M. Weber, Wirtschaft und Gesellschaft (1920); trad. Economia e società, Comunità, Milano 1968, 2 voll.

 

3) Se si tratta di un contributo in un volume miscellaneo:

 

Es.: A.A. Sobrero, «Gli stili del parlato», in T. De Mauro (a cura di), Come parlano gli italiani, La Nuova Italia, Firenze 1994.

 

Nel caso in cui non ci sia un curatore:

 

Es.: R. Barthes, «L’analisi strutturale del racconto», in AA.VV., Analisi del racconto, Bompiani, Milano 1969.

 

4) Se si tratta di un articolo di rivista:

 

Es.: S. Parigi, I filosofi e il microscopio: da Descartes a Berkeley, «Rivista di storia della scienza», II, 1, 1993, pp. 155-172.

 

N.B. Il numero romano indica l’annata, quello arabo il numero del volume. Non va specificato a. II e n. 1.

 

5) Nel caso di un’opera con un curatore, seguire l’esempio:

 

Es.: A. Pagnini (a cura di), Realismo/antirealismo, La Nuova Italia, Firenze 1995.

 

N.B. Per le opere straniere:

 

Es.: D.C. Lindberg, R.L. Numbers (a cura di), God and Nature, University of California Press, Berkeley-Los Angeles-London 1986.

J. Ritter (a cura di), Historisches Wörterbuch der Philosophie, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt 1985.

 

N.B. Per i «classici» e le edizioni critiche:

 

Es.: G. Leopardi, Zibaldone di pensieri, a cura di G. Pacella, Garzanti, Milano 1991.

 

6) Nel caso di opere aventi più di un autore seguire questi modelli:

 

Es.:

A. Rossi, B. Gialli, Le lingue d’Europa…

 

A. Rossi, B. Gialli, C. Bianchi, Le lingue d’Europa…

 

A. Rossi et al., Le lingue d’Europa… (per più di tre autori)

 

7) Nel caso in cui si voglia citare solo un capitolo:

 

Es.: G. Petter, «La dinamica della nostra vita mentale», in La valigetta delle sorprese, La Nuova Italia, Firenze 1994.

 

8) Se si tratta della voce di un dizionario o di un’enciclopedia, seguire l’esempio:

 

S. Landucci, voce «Essere», in Enciclopedia Garzanti di filosofia, Garzanti, Milano 1981.

 

 

Nota bene

 

I nomi di città vanno indicati in lingua originale (cioè Paris, London, Tübingen, e non Parigi, Londra, Tubinga) e seguono sempre l’editore.

Nel luogo d’edizione l’eventuale nome dello stato ameri­cano segue la città tra parentesi in forma abbreviata.

Non si indica la collana cui appartiene un’opera salvo casi come i «Classici Ricciardi» o la «Bibliothèque de la Pléiade», che costituiscono edizioni di riferimento.

Nei titoli in lingua inglese si preferisce non seguire l’uso inglese di mettere le iniziali maiuscole a tutte le parole salvo congiunzioni, preposizioni e articoli. La maiuscola sarà pertanto riservata solo a quelle parole che in inglese vanno comunque indicate con l’iniziale maiuscola.

 

 

b) Opere già citate in precedenza

 

1) Ripetere il nome dell’autore e il titolo, tralasciando il sottotitolo e le indicazioni bibliografiche che vengono sostituite con cit.

 

Es.: G. Capponi, Pensieri sull’educazione, cit., p. 67.

 

2) Se si tratta di un’opera tradotta, ripetere solo il titolo dell’edizione italiana. L’eventuale indicazione di pagina si intende riferita alla traduzione italiana.

 

Es.: M. Weber, Economia e società, cit., vol. II, p. 27.

 

3) Si usa ibidem (corsivo) per indicare l’opera citata alla nota immediatamente precedente, stessa pagina, purché alla nota precedente sia indicata una sola opera.

Si usa invece ivi (tondo) per indicare la stessa opera della nota immediatamente precedente, ma una pagina diversa. Si segua l’esempio:

 

1 G. Capponi, Pensieri sull’educazione, cit., p. 78.

2 Ibidem.

3 Ivi, p. 112.

 

Per le abbreviazioni da usare in nota, cfr. Abbreviazioni.