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| La «Gestalt der Gestaltlosigkeit»: tra immagine e voce |
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Eleonora Caramelli Abstract Il contributo prende in esame la prima figura della religione naturale nella Fenomenologia dello spirito, cercando di ridefinire il riferimento storico che ad essa sottende, generalmente individuato nello zoroastrismo. A partire da alcune spie testuali e da alcuni brani ad esse associabili della più tarda Estetica e delle Lezioni di filosofia della religione si cerca di rendere ragione dell’aporia di questa prima “figura dell’assenza di figura”, ovvero l’essenza luminosa, rintracciandone l’origine nel problematico rapporto che corre tra l’essenza e la sua manifestazione linguistica. Se l’elemento che consente al Lichtwesen di essere paradossale manifestazione del sublime è la sostanza pneumatica della parola, si vuole suggerire che quanto viene in quel luogo messo a tema da Hegel sia la riflessione talmudica sul nome divino. Richiamando, nell’economia argomentativa fenomenologica, anche il rapporto tra la Meynung e il linguaggio, la prima sezione della religione naturale sembra inscrivere il problema dell’ambiguo statuto della δόξα sullo sfondo della duplicità teologica della parola, tra φωνή σημαντική e εἰκών.
Eleonora Caramelli ha studiato Filosofia all’Università di Firenze e Bologna, dove si è laureata in estetica con una tesi su Hegel. È attualmente dottoranda dell’Istituto Italiano di Scienze umane – sede didattica presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna. Un suo contributo è comparso recentemente negli «Annali del Dipartimento di Filosofia» dell’Università di Firenze (xvi, 2010): Destino e rappresentazione. Il linguaggio tragico nella Fenomenologia dello spirito di Hegel. |






